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Lettera aperta ad Andrea Monti e alla Gazzetta dello Sport

L’avevo lanciata come una provocazione, ma alla fine alla Juve l’hanno presa sul serio, negando l’accesso a allo Stadium a due (tre?) giornali: cara Gazzetta, visto che non siete capaci di scrivere correttamente di noi, almeno non scrivete più di Juve!
Vi ripropongo quindi oggi questo post, che avevo scritto il 5 novembre scorso su juveatrestelle.it, a corredo di “Virgolettare la spazzatura“, in occasione dell’editoriale di Andrea Monti.

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Egr. Dir. Andrea Monti buongiorno. Continua a leggere

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Virgolettare la spazzatura

A seguito della odierna smentita di Buffon, già preceduta dalle smentite di Bonucci e Marotta, vi ripropongo questo pezzo, scritto su juveatrestelle.it il 4 novembre 2016. E a proposito di “attendibilità delle fonti”, andatevi a leggere la bella intervista di Giuseppe Simone (@GiuSette7) a Paolo Condò, sempre sui J3S (qui il link)

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I media, la Juve e Donald Trump

Avvertenze per l’uso: se quello che vi ha condotto qui sono le parole “Juve” e “media” proseguite nella lettura; se invece è “Trump” smettete subito: non è un post sulla sua elezione e di lui non si parla se non marginalmente. Ah, il post è lungo. Tutto chiaro? Cominciamo.

Recentemente ho cambiato la frase della bio su twitter, passando da una citazione incrociata Pirandello-Oscar Wilde ad una molto meno sofisticata e molto più consona alla situazione, che dice: “è impossibile star dietro a tutte ‘ste minchiate”.

Perché? Beh, ogni giorno c’è qualche nuova notizia sui giornali, cartacei o testate on line che siano, di cui per qualche motivo devo occuparmi: molte posso bellamente ignorarle, ad alcune devo star dietro per motivi legati al lavoro, a quelle sulla Juve voglio star dietro per motivi affettivi. Il primo passo, inevitabilmente, è stabilire se siano notizie correlate al processo di “informazione” (La trasmissione e ricezione di messaggi relativi a notizie o nozioni ritenute utili o addirittura indispensabili per l’individuo o la società) oppure “minchiate” (Sciocchezze, stupidaggini). Poi, nel caso, si cercano argomenti e riscontri per smontare le suddette minchiate; lo devo fare nel caso del lavoro, lo faccio per piacere nel caso della Juve.

Visto che questo è un sito in cui si parla quasi esclusivamente di calcio e prevalentemente di Juve, parliamo di quelle. Continua a leggere


Lacrime per coccodrilli

Fa sempre una certa impressione vedere un uomo in lacrime. Vederne due e poi tre è addirittura uno shock. E quando i tre di cui si parla sono la BBB, uno come me non può fare a meno di fare loro compagnia. Che volete farci, è una questione di empatia. È il mio lavoro che me l’ha inculcata in quasi quarant’anni di sguardi disperati, che implorano un aiuto che non sempre c’è.

Già! Vederli in lacrime mi ha fatto ricordare di essere italiano, di aver tifato il tricolore solo perché loro erano lì; ma anche di aver sperato che De Rossi fosse in campo perché anche lui è un uomo vero; di avere insultato Sturaro per non avere chiesto il cambio proprio come facevo io alla sua età.

 E meno male che non ho visto le lacrime di Chiellini. Ma voi avete mai visto King Kong piangere? E no! Lui è quello che non doveva esserci; che per piedi ha due ferri da stiro; che è un provocatore; che gli fischiano i rigori contro solo nelle gare internazionali; …..che è brutto come la fame.

Oggi sono orgoglioso dei miei ragazzi, tutti, anche di Zaza e Pellè. Come sempre non mi conformo al sentimento popolare; ne ho visto tante nella mia vita, e troppe nel 2006, per non riconoscere a questi ragazzi il merito e l’orgoglio di aver dato tutto ed avere ottenuto in cambio solo il grazie di un terzo di una nazione che non li merita.

Perdonatemi amici, avrei voluto scrivere qualcosa di bello per celebrare le gesta di un gruppo con poco talento ma con tanta, tanta volontà. Poi rivedo le lacrime di BBB(C) e mi si appanna la vista.


Dagli amici ci guardi Iddio

Ci sono categorie di persone che mi fanno rizzare i peli al solo pensiero: i paraculi. Non li sopporto, mi rendono irritabile e irritante ed hanno la capacità di estrarre il peggio di me stesso.

 Di alcuni, che il bavaglio avrebbero dovuto infilarselo i loro padri sulla testa giusta, con il passare degli anni ho sviluppato gli anticorpi e sostanzialmente mi rimbalzano. Di altri, invece, mi secca tremendamente ammettere di avere sbagliato valutazione ….io che “la prima impressione è quella giusta”.

L’ultima new entry nella top ten delle trivelle è ancora una volta un nostro ex: Alessio Tacchinardi; che, nonostante i quindici giorni trascorsi a visionare fermi immagine acchittati e riprese video che cavano gli occhi a un cieco, non trova di meglio che omologarsi all’onda lunga degli opinionisti di contrada e lamentare una clamorosa disuniformità di giudizio tra la mancata espulsione di Bonucci, dopo il testa a testa (?) con Rizzoli, e quella comminata, invece, ad Higuain per un fallo di reazione su Felipe.

 In effetti anche i telecronisti RAI, tanto cari a Marchisio, riuscirebbero a vedere la clamorosa analogia tra le due situazioni.

 Credo di capire che qualche vaffan deve avergli perforato i timpani perché ha pensato bene di fare mea culpa, ma neanche poi tanto, dichiarando che forse avrebbe fatto meglio a stare zitto ma aggiungendo che avremmo interpretato male le sue parole, storpiate e strumentalizzate da chissà chi.

 Un altro feticcio da aggiungere alla lunga lista dei pentiti in odore di riabilitazione morale dopo lo sdoganamento dalla Juve. E si, perché il nostro amico ci tiene a precisare di restare simpatizzante bianconero ma che la sua lingua ha il diritto di leccare le terga di chi gli paga lo stipendio.

Tutto questo nonostante le immagini, le dichiarazioni di Rizzoli e una stella col suo nome allo Juventus Stadium.

Un bel tacer non fu mai scritto.

 


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